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Telaio
Una delle più importanti caratteristiche della Hornet consiste
nell'originale configurazione del telaio “a spina dorsale” che, oltre a
garantire la massima rigidità ed un controllo ottimale appende il motore al
telaio senza il consueto “abbraccio” dei telai a doppia culla.
La ciclistica della Hornet 900 si distingue per un'ampia struttura in
acciaio “a diamante” già presente sulla “sorellina”. Tuttavia, in ragione
delle maggiori prestazioni, lo spessore della sezione della trave
principale è stato incrementato a 2,3 mm (rispetto agli 1,6 mm della 600 cc).
Un'altra differenza rilevante fra i telai dei due modelli consiste nella
piastra di sterzo, che sulla 900 è stata sensibilmente rinforzata per
assicurare ad ogni pilota una manovrabilità sempre immediata e la maggiore
inclinazione possibile. Sotto il robusto cannotto troviamo una singola
trave discendente a sezione differenziata, che si innesta sui nuovi
attacchi frontali del motore.
Quest'ultimo incorpora a sua volta una staffa trasversale - che collega il
telaio ai massicci sostegni anteriori del propulsore. Questo particolare
attacco, sviluppato con il preciso intento di garantire al motore un ben
determinato margine di flessibilità, ha svolto un ruolo fondamentale nel
miglioramento delle prestazioni della Hornet 900 in curva.
Sospensioni, Ruote e Freni Considerate le prestazioni superiori e le
maggiori (di poco…) dimensioni che differenziano la Hornet 900 dalla
“sorellina”, è stata scelta una massiccia forcella a cartuccia da 43 mm in
luogo di quella standard da 41 mm della
Hornet 600. Già presente con successo su diverse moto della gamma, assicura
un elevato comfort ed una stabilità ottimale, permettendo una guida sempre
sicura in ogni condizione.
Il monoammortizzatore posteriore della Hornet presenta un voluminoso
serbatoio separato abbinato al classico, ma leggero, forcellone in
alluminio.
Collegato con un gigantesco perno (pressofuso) al monoblocco e con travi a
sezione differenziata tripla che presentano alle estremità solidi supporti
in alluminio, il forcellone garantisce al telaio un eccezionale livello di
rigidezza e controllo.
Il serbatoio separato
dell'ammortizzatore aiuta a dissipare il calore, raggiungendo lo stesso
volume effettivo e le medesime caratteristiche operative di un modello “a
corpo unico” di dimensioni ben maggiori e dalla maggior escursione. Il
precarico regolabile in 7 posizioni consente inoltre di affrontare con
tranquillità ogni situazione di guida.
Le leggere ruote a 3 razze in alluminio montate sulla Hornet 900 sono
abbinate ad una potente coppia di pinze anteriori a quattro pistoncini -
come quelle della FireBlade 1996YM.
La risposta è immediata e d’effetto in
ogni frangente. Al retrotreno, la pinza a singolo pistoncino agisce su un
disco da 240 mm, garantendo una presa efficace con scarsa produzione di
calore. I cerchi, che montano gli stessi pneumatici “a pancia larga” della
Hornet 600, presentano dei nuovi fori nei mozzi (sviluppati per
l'occasione) e razze più sottili: il risultato è una riduzione delle masse
non sospese ed una maggiore flessibilità laterale, che conferisce al pilota
una maggiore sicurezza in curva.
Anche gli assi dal grande diametro (rispetto a quelli che equipaggiano la
600) contribuiscono ad enfatizzarne l’aggressività “in piega”. L'insieme di
tutti questi elementi fa sì che la Hornet possa vantare sia un perfetto
equilibrio di rollio e inclinazione in curva, che una maneggevolezza
leggera ed immediata.
Fra le caratteristiche del telaio, rivestono comunque primaria importanza
le “sensazioni” che è in grado di trasmettere. La progettazione infatti non
ha privilegiato tanto la “morbidezza” della sua azione quanto la forte
percezione delle vere e proprie performances che offre. La moto trasmette
infatti al pilota la sensazione viscerale della potenza erogata,
minimizzando la rumorosità meccanica e le irritanti risonanze alle alte
frequenze. |