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Progettazione e Sviluppo
Considerata la celebrità
raggiunta dal nome Hornet in Europa con la 600 prima (1998) e con la
semicarenata Hornet-S poi (2000), realizzarne una versione di maggior
cilindrata è da subito sembrato la naturale estensione del progetto. Una
delle idee fondamentali era quella di indirizzare la nuova “Super Naked”
più verso coloro i quali utilizzano la moto in città rispetto a quanti la
sfruttano in autostrada o sui tornanti di montagna - un po' come avvenne
per la CB900F a metà degli anni ottanta. E quale motore poteva adempiere a
questo compito se non quello della Super Sport Honda più amata,
la CBR900RR?
Diverse inchieste
condotte fra gli appassionati hanno evidenziato come l'erogazione di
potenza preferita dalla clientela sia compresa di norma fra i 90 ed i 108
CV (da 66 a 80 kW), in particolare se si tratta di moto piccole e leggere
come quelle valutate dai progettisti. Inoltre, molti preferiscono alla
semplice potenza massima la sensazione di una coppia e un'accelerazione più
vigorosa, che si innesca non appena si dà anche un minimo di gas. Anche per
questi motivi la nuova Hornet non assume tanto le sembianze di uno Stealth
pronto
ad attaccare, quanto di
un Harrier (jet a decollo verticale), immagine che esprime apertamente le
sue capacità e la sua estrema versatilità.
Un altro obiettivo
primario della nuova Hornet era quello di una
guidabilità fluida e
rassicurante, con una coppia potente e dalla pronta risposta,
caratteristica che richiedeva una messa a punto dell’erogazione
estremamente accurata. Si è quindi deciso di modificare l’alimentazione ad
iniezione elettronica PGM-FI (che peraltro non equipaggiava la Fireblade
98YM) per garantire che ad ogni minima apertura della manopola
corrispondesse una risposta potente e lineare, quasi da postbruciatore! Si
è scelta quest’impressionante configurazione per creare una moto di medie
dimensioni con prestazioni “da mille”, la cui guida in città è quanto di
più.
esuberante e divertente
ci sia in giro. Il motore non svilupperà probabilmente la massima potenza
in circolazione, ma “come” tira infatti, l'accelerazione ai medi regimi è
talmente irresistibile che il divertimento per chi guida è a dir poco
assicurato.
Il telaio della nuova
Hornet si basa ovviamente su quello monotrave della “piccola” 600, ma è
stato rinforzato in base all'accresciuta potenza del motore.
Il nuovo design non ne
modifica il look “pugno di ferro in guanto di velluto”, e mette invece
ancor più in risalto il motore “a vista”, garantendo nel contempo una
rigidezza ideale - per un ottimo controllo anche nella guida sportiva.
Le naked di maggior
successo si distinguono per il peso relativamente leggero: i tecnici hanno
quindi avuto come obiettivo il record della categoria, puntando a contenere
il peso sotto i 200 kg - con un conseguente, brillantissimo, rapporto
peso-potenza. Con queste caratteristiche la moto doveva quindi
caratterizzarsi per un'accelerazione unica e per un controllo sempre facile
ed immediato - tipico delle medie cilindrate - assicurando ai possessori
un'esperienza di guida entusiasmante.
Ispirandosi all'idea di
una “Naked Innovativa”, il team dei progettisti ha stabilito inoltre che il
punto fondamentale da ricreare su una moto dalla quale ci si attendono
grandi prestazioni dovesse essere una forte “Sensazione” della guida,
espressa da fattori come “Vibrazioni”, “Suono”, “Controllo” e dallo stesso
“Dna” dello stile Honda. Così, la nuova Hornet 900 non è stata certo creata
per scivolare via silenziosa: trasmette infatti durante la guida la
sensazione di una grinta unica, che si esprime anche attraverso un rombo
distintivo e piacevole. Sia per l’impatto visivo che per quello sonoro,
fino alle sensazioni di guida vere e proprie, la nuova “Grande Hornet” ha
davvero tutto per trasmettere agli appassionati il reale “sapore” del
motociclismo. Chi la guiderà non potrà che desiderare di provarla ancora
ogni volta possibile.. |