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Motore
Il formidabile propulsore della Hornet, derivato da quello della CBR900RR
del 1998, è stato appositamente modificato per un uso “naked” che ne
privilegiasse accelerazione e ripresa - più che la velocità massima come
sulle Super Sport.
Ricordiamo che fra le linee guida
dello sviluppo della Hornet
erano presenti concetti come “sapore” e “sensazione” della vera guida, e
pertanto la ricetta con cui la Hornet 900 è stata cucinata prevede
un'esperienza di guida “più gustosa” e multiforme rispetto a quella “a
tutta manetta” delle Super Sport.
L'erogazione di potenza della nuova “nuda”, per quanto potente e dinamica,
rimane ugualmente ideale ed estremamente accessibile, grazie ad
un’erogazione ancor più “godibile” e rotonda ai bassi regimi, in confronto
ai motori delle Super Sport - solitamente più orientati a “spingere in
alto”.
La risposta del motore è immediata e
brillante, e le possibilità d'uso sono ampie e diversificate - senza dover
per forza raggiungere i regimi più elevati.
La maggior parte delle modifiche
rispetto al propulsore originale hanno interessato la testata e la
distribuzione. Sono stati infatti profusi ingenti sforzi per evitare ogni
genere di “buco” nella curva di coppia - sin dalla prima apertura del gas.
La moto dispone quindi di una erogazione potente e lineare.
Sebbene sul motore originale fossero montati carburatori a valvola piatta
(tipo CV), per la Hornet 900 si è deciso di adottare la più recente
soluzione PGM-FI ad iniezione elettronica, che assicura una risposta
immediata e potente non appena si apre il gas, contribuendo inoltre anche a
mantenere bassi i livelli d’emissioni allo scarico. Il sistema presenta
corpi farfallati da 36 mm, con 4 iniettori che garantiscono
un'atomizzazione stabile del carburante ed una combustione della massima
efficienza. Sono stati ridisegnati sia la forma che il diametro della
valvola di aspirazione, mentre i corpi farfallati sono posizionati più
vicino al motore, per assicurare una risposta più fluida ed incisiva ed
un'erogazione più potente e immediata dai bassi ai medi regimi. Anche
l'alzata delle camme e la fasatura delle valvole sono state modificate per
assicurare maggior spinta ai bassi regimi; il rapporto di compressione è
stato ridotto dall’11,1 : 1 della FireBlade a 10,8 : 1. Per le partenze a
freddo è presente anche lo starter manuale.
Sebbene il picco di potenza massima raggiunto dalla Hornet 900 sia
inferiore rispetto a quello della FireBlade, la moto vanta ugualmente uno
dei
migliori rapporti peso-potenza della categoria, con un'elevata erogazione
ai medi regimi che esplode non appena si sfiora l’acceleratore.
L’aggressivo scarico 4-in-2-in-1-in-2
è composto da tubi dal diametro crescente, che conducono ai voluminosi
terminali superiori sdoppiati.
L'azione di quest’ultimi contribuisce
anch'essa alla prepotente coppia del motore ai medi regimi, e regala quell’emozionante
rombo che trasmette una reale “sensazione” di potenza al pilota.
L'insieme di queste migliorie apportate al propulsore ed all’erogazione,
che interessano i bassi ed i medi regimi, si combinano per incrementare di
un 30% le prestazioni rispetto alla FireBlade 98YM, sia in ripresa che
nelle partenze da
fermo.
Ovviamente, quest’ultima puntava
infatti molto di più sulle prestazioni “in zona rossa” ed alla potenza
massima raggiungibile.
Una valvola a solenoide, incorporata nel voluminoso condotto di aspirazione
della scatola filtro, contribuisce a ridurre la rumorosità alle alte
frequenze. Infatti, tale valvola si apre e si chiude alle basse velocità -
riducendo l'irritante frastuono dell'aspirazione nelle accelerazioni più
violente, ma senza
limitare le prestazioni del motore od il suo naturale rombo.
Per mantenere le emissioni della Hornet 900 ben al di sotto dei limiti
stabiliti dalla normativa “EURO-1”, è stato installato un sistema
d'immissione dell'aria (AI) che si integra perfettamente con la PGM-FI,
dirigendo getti d'aria fresca all'interno della valvola di scarico per
favorire una combustione più completa dei gas residui. La versione per il
mercato tedesco è equipaggiata inoltre, all'interno del condotto di
scarico, con un elemento catalizzante del tipo “a 100 celle”, che assorbe
idrocarburi e monossido di carbonio.
Il cambio a 6 marce della Hornet è fondamentalmente lo stesso della
FireBlade 98YM. Il rapporto finale è stato però modificato, per enfatizzare
la grinta del motore ai bassi ed ai medi regimi.. |