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Nuova 600 - 2003

Sin dal debutto avvenuto nel
1998, la Honda Hornet (CB600F) ha ottenuto un grandissimo
successo, grazie ad un look essenziale e aggressivo, abbinato
ad un’impressionante combinazione di potenza e maneggevolezza.
Prodotta negli stabilimenti di Atessa (Chieti), la Hornet è
diventata dal 2000 la moto più venduta d’Italia, ottenendo
lusinghieri riscontri anche nel Regno Unito ed in altre
nazioni europee. Fra i proprietari di questa moto è diffusa
l’abitudine di conferire un “tocco personale” al proprio
mezzo, talvolta arrivando a una personalizzazione estrema, che
comprende modifiche tecniche e l’adozione di particolari
cromati che lasciano trasparire il carattere indomito di
questa splendida naked. La Hornet ha incrementato
sensibilmente le proprie vendite nel tempo, diventando una
delle moto più vendute, con oltre 65.000 unità consegnate
negli ultimi tre anni in Europa. E del resto è stata l’intera
categoria delle “naked 600” a superare ogni aspettativa negli
ultimi anni, diventando in Europa il segmento più popolare e
di maggior crescita, con vendite maggiori persino a quelle
delle Supersport. La maggior parte dei clienti della Hornet
sono giovani provenienti da scooter targati di cilindrata
inferiore, attratti dal look slanciato e aggressivo, dalle
notevoli prestazioni e dai costi d’esercizio relativamente
bassi, mentre i “veterani” delle due ruote sembrano
apprezzarne in particolare lo styling essenziale e la
maneggevolezza “da riferimento”. Grazie ad un potente
motore 4 cilindri in linea derivato dalla precedente versione
della CBR600F ed opportunamente adattato per fornire
prestazioni più brillanti ai bassi e medi regimi, la Hornet
regala accelerazioni vigorose, che non perdono di incisività
man mano che il contagiri sale. Infatti questa moto non solo è
divenuta popolare fra i team che partecipano ai campionati
minori, ma le è stato dedicato un apposito trofeo (Hornet Cup)
in molte nazioni europee – prima fra tutte l’Italia. Dopo
cinque anni, Honda ha quindi avvertito l’esigenza di un
restyling che modificasse radicalmente il look della moto: ma
anche di una vera e propria “mutazione genetica” del mezzo,
che tenesse in debita cura le segnalazioni degli appassionati.
Oltretutto, considerato il successo della Hornet 900 spinta
dal vigoroso propulsore della FireBlade 99YM, il momento era
propizio. I tecnici hanno quindi ideato la nuova 600 con
l’intenzione di mettere a frutto i precedenti successi, e
creare così un nuovo modello che rendesse chiaro a tutti, nel
look e nella guida, quanto la 600 e la 900cc fossero
“cosanguinee”, lasciando tuttavia alla “sorellina” le
prerogative di una “media”. Tante modifiche e miglioramenti di
tipo “evolutivo” quindi, con una particolare attenzione per
tutti quei dettagli che avevano già reso la Hornet vincente
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L’eccellente reputazione di cui gode la Hornet si
basa sulla sua fantastica maneggevolezza, sulle brillanti
prestazioni del motore, sul design compatto e ricercato e, in
particolare, su un insieme di qualità e aspetti pratici che
spiccano se si considera il prezzo d’acquisto – assolutamente
contenuto. Le modifiche apportate al veicolo erano quelle
relative alla ruota anteriore da 17" (in sostituzione del
cerchio da 16" precedente), più alcuni affinamenti sviluppati
in occasione dell’introduzione della versione semicarenata
Hornet-S (2000). Le tante ricerche di mercato effettuate
con la clientela avevano dato luogo ad un vero e proprio
“Elenco delle caratteristiche più desiderate”, le cui priorità
differivano in base ai gusti personali. Gli amanti della guida
più sportiva, e soprattutto coloro che utilizzano la Hornet in
pista, avevano richiesto un assetto delle sospensioni più
rigido per migliorare la frenata e la stabilità in curva. Per
gli amanti dei viaggi risultava più importante una maggior
autonomia d’esercizio. Invece, la priorità assoluta dei
progettisti consisteva nella creazione di un design più
affilato ed aggressivo, che trasmettesse l’immagine di una
“streetfighter” pronta a… divorare l’asfalto. Richieste
tutte analizzate e confrontate dai tecnici, che le hanno
quindi integrate in fase di progettazione - per poi ricercare
un equilibrio ideale di forme e funzionalità. Questo intenso
lavoro ha reso la nuova Hornet 600 due passi avanti ai tempi,
con grandi prestazioni ed una praticità e docilità di
funzionamento in grado di conquistare rapidamente nuovi adepti
– il tutto… “ecologicamente corretto”. Le ricerca di un
design fortemente innovativo è stata spinta sino alla
creazione di caratteristiche uniche, che differenziano
realmente la nuova Hornet da ogni altra naked della categoria,
a cominciare dalle “linee sexy ed estreme” e dalla
maneggevolezza generale - sensibilmente migliorata. E’ stata
inoltre posta un’estrema attenzione anche verso quei dettagli
considerati comunque fondamentali in fase di revisione, come
il design del faro e degli indicatori di direzione, grazie ai
quali una moto guadagna quel “quid” che sancisce la differenza
fra una “buona” e una “Grande”
moto. |
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Lo stile dinamico della nuova “media” sopravanza la
mera concezione “Naked Turistica ad Alte Prestazioni”
originale, grazie ad un look ancor più aggressivo - che molto
eredita dalla Hornet 900. Si differenzia nettamente dal
modello precedente per il serbatoio più ampio ed “affilato” e
per il design del sellone, per il nuovo faro con annessa
strumentazione, il nuovo terminale di scarico e le nuove
fiancatine laterali, che lasciano intravedere la struttura del
telaio. L’effetto complessivo di queste modifiche riconsegna
alla Hornet un meritato primato d’appeal fra le naked
600.
Nuovo Serbatoio Il
design più spigoloso ed aggressivo del nuovo serbatoio, che si
profila verso il basso, ha permesso di aumentarne di un litro
la capacità - elevandola a 17 litri totali. Insieme ad altri
miglioramenti apportati, ciò ha incrementato l’autonomia della
Hornet di quasi il 10% dopo il “pieno”. Il serbatoio è inoltre
equipaggiato con un nuovo tappo a cerniera montato “a filo”,
che facilita notevolmente il rifornimento: per la felicità dei
clienti, è ovviamente impossibile dimenticarlo al
distributore...
Nuova Sellone
Biposto, più Confortevole Anche la struttura della
sella presenta un profilo più sinuoso, con una seduta più
lunga che fa così posizionare il pilota circa 15mm più avanti
rispetto alla versione precedente, consentendo una posizione
di guida più libera, eretta e naturale e centralizzando le
masse - a tutto vantaggio della facilità di movimento nei
repentini cambiamenti di direzione. Anche la porzione di sella
dedicata al passeggero è stata ridisegnata, passando dalla
pronunciata inclinazione in avanti della “vecchia” Hornet ad
una classica posizione “livellata”, che trasmette maggior
sicurezza al passeggero e migliora il comfort sulle lunghe
distanze. Un lieve rialzo situato al centro impedisce al
passeggero di scivolare in avanti in caso di brusche frenate,
mentre il maniglione posteriore in alluminio, consente un
appiglio sempre facile e sicuro. Nel vano sottosella è stato
inoltre ricavato maggior spazio, in cui possono essere ora
alloggiati antifurti ad “U” più grandi del
solito.
Nuovo Faro con Doppia
Lampadina
Un’altra caratteristica di rilievo della nuova
Hornet è l’inedito design del gruppo ottico anteriore. Già a
prima vista si differenzia totalmente da altri fanali: in
questo caso, una lente convessa “a rilievo” lo rende
assolutamente originale, ponendo l’accento sul design
innovativo. Osservando il faro più da vicino, si nota inoltre
la presenza di due lampade inserite nella doppia sezione del
riflettore. Infatti, al posto del precedente gruppo ottico
in acciaio con lente in vetro, troviamo ora una leggerissima
lente in policarbonato montata su una ampia struttura in
alluminio pressofuso – con diametro variabile fra i 169 ed i
180 mm. L’anabbagliante (superiore) da 55W (H11) a singolo
filamento, proietta un intenso fascio di luce, illuminando il
70% di area in più rispetto ad un classico faro circolare di
eguale potenza. L’abbagliante (inferiore) da 55W (H11) estende
a sua volta la superficie di un altro 60% - circa 20 metri in
più di illuminazione rispetto ai classici “abbaglianti”,
garantendo così la massima tranquillità negli spostamenti
notturni. Fatta eccezione per le estremità delle lampadine,
il design del nuovo faro non rende necessari deflettori che
“disturbino” l’emissione luminosa per ridurre i riflessi che
infastidiscono coloro i quali viaggiano in senso contrario.
Così, il nuovo fanale utilizza appieno la forma della
superficie interna multi-reflector, per sfruttare interamente
il potere luminescente delle lampade. Le due nuove
lampadine H11 a singolo filamento si scaldano inoltre molto
meno, estendendo il proprio ciclo vitale sino a 4 volte in più
(da 200 ad oltre 800 ore) rispetto alla media delle lampadine
convenzionali con doppio filamento. La nuova intelaiatura in
alluminio e la lente in policarbonato dissipano inoltre con
maggior efficacia il calore interno, consentendo un
funzionamento prolungato.
Anche lo splendido rivestimento cromato è stato
realizzato per adattarsi alla perfezione alle speciali curve
della lente, sottolineandone l’aggressivo look. Umidità ed
acqua non hanno il benché minimo accesso all’interno. A
sostenere il faro e completarne la bella immagine vi sono
staffe in alluminio pressofuso, le stesse della Hornet 900,
che posizionano il faro vicino alla strumentazione - per un
design più slanciato.
Ripreso direttamente dalla versione 900,
il nuovo gruppo ottico posteriore è perfettamente integrato
nell’affusolato codone. Un set di sportivissimi indicatori di
direzione multi-reflector, efficaci seppur di ridotte
dimensioni, completa perfettamente le affascinanti linee della
nuova Hornet 600.
Le tante modifiche effettuate non hanno
ovviamente interessato solo l’estetica della moto, ma ne hanno
elevato sensibilmente la qualità - come si avverte
immediatamente non appena si monta in sella. Alcune novità
sono invisibili - come i silent-blocks in gomma applicati
nella parte bassa del serbatoio e sotto la sella per ridurre
rumore e vibrazioni ed i nuovi parastrappi, che minimizzano la
diffusione delle vibrazioni verso i
passeggeri. |
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La nuova Hornet 2003 arriva
nelle concessionarie in quattro colorazioni studiate per
esaltarne le grandi prestazioni. La prima è una nuova tonalità
più scura del blu profondo che da tempo caratterizza questa
moto. Di sicuro richiamo anche la minacciosa versione nera,
che sottolinea la propensione della Hornet a… violare le
strade cittadine. L’inedito argento metallizzato, per via
dell’affascinante (ed elegante al tempo stesso) colore
“grezzo”, catalizza l’attenzione sul motore e sulle
prestazioni. Invece, la luminosità del nuovissimo bianco
perlaceo contrasta vivacemente con lo scuro profondo di
motore, sella e dei cerchi. Nelle due versioni più scure,
le nuove e più grandi fiancatine laterali sono rivestite con
la stessa finitura grigio metallizzata utilizzata per il
motore, sì da ottenere una uniformità che sottolinea
l’assoluta qualità del mezzo. Le due versioni più chiare sono
invece completate da una… sensuale finitura grigio antracite,
che si sposa alla perfezione con la sella e le ruote,
contrastando vivacemente i particolari più brillanti. Gli
affascinanti cerchi a tre razze della Hornet sono sempre
rivestiti in grigio scuro metallizzato: abbinati agli
pneumatici, trasmettono un innato senso della
velocità.
Colorazioni
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Il motore della Hornet è fondamentalmente la stessa
unità che equipaggia il modello precedente, una variante del
conosciuto propulsore creato per la CBR600F, ma con una serie
di modifiche di varia entità che ne hanno migliorato
prestazioni e affidabilità, rendendolo nel contempo
ecologicamente più sviluppato. Gran parte del lavoro è
stato svolto sul sistema di aspirazione e scarico, per
ottenere un miglioramento della combustione (ovvero delle
prestazioni) ed una conseguente riduzione delle emissioni. Ad
esempio, i condotti d’aspirazione presentano ora una forma più
dinamica, che facilita di molto il passaggio diretto
dell’aria, rendendo più fluida l’erogazione del
motore. Anche l’accensione digitale computerizzata è stata
modificata; ora presenta due mappature separate fra i cilindri
esterni (1 e 4) e quelli interni (2 e 3), che meglio si
adattano alle differenti fasi d’aspirazione e scarico, per
ottenere così prestazioni più potenti e regolari a tutti i
regimi. Mentre il diagramma di distribuzione e l’alzata delle
valvole sono rimasti invariati, i nuovi profili della camma
consentono ora una più efficace attuazione delle valvole agli
alti regimi, sì da garantire miglior prontezza in
accelerazione. E’ stato modificato anche il filtro
dell’aria; un nuovo elemento filtrante in carta sostituisce
quello viscoso montato in precedenza, mentre un condotto più
ampio assicura una più stabile ventilazione ai
carburatori.
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Innovativo Sistema “Fuel-Cut” Le
modifiche più importanti apportate al propulsore della Hornet
riguardano la gestione delle emissioni. Si è così inserito
nello scarico un elemento catalizzante metallico a basse
emissioni pur conservando i 4 carburatori, senza quindi
passare alla più complessa alimentazione ad iniezione. Gli
elementi catalizzanti sono naturalmente il miglior metodo per
abbattere le emissioni di monossido di carbonio ed idrocarburi
incombusti direttamente nello scarico, ma per… scatenare
l’ossidazione occorre che il catalizzatore venga prima
scaldato a temperature decisamente elevate, superiori ai
300°.
Un altro imperativo in fase di progettazione
consisteva nell’evitare assolutamente che il carburante
incombusto venisse a contatto con gli elementi
sovrariscaldati, perché la reazione che si genera in questi
casi corrode e danneggia rapidamente i catalizzatori
metallici, riducendo le prestazioni e generando… costi di
riparazione ! I carburatori convenzionali permettono il
passaggio del carburante attraverso la camera di combustione,
senza che questo venga bruciato, se l’accensione si interrompe
per un qualsiasi motivo – come può verificarsi quando scatta
il “limitatore” o quando si gira su “off” la chiave
l’accensione mentre il veicolo é in moto; bellissimo
“l’effetto fiamma” ma risultati potenzialmente disastrosi per
le proprie tasche...!! Il nuovo design dei carburatori
della Hornet prevede invece una valvola a solenoide che
controlla la “batteria” dei quattro carburatori, attivandosi a
seconda dello stato dell’accensione. Nel corso del normale
funzionamento del motore, l’aria è guidata nelle vaschette da
un filtro aria secondario, per mantenere le sacche d’aria
interna a pressione ambientale. La minor pressione dell’aria
che penetra dall’aspirazione invia il carburante all’interno
delle valvole d’aspirazione, alimentando le camere di
combustione. Il funzionamento dei carburatori è immutato da
generazioni…. Ciò che differenzia il nuovo sistema Honda –
in caso di perdita di alimentazione elettrica all’accensione
e, per estensione, alle candele – è la valvola solenoide, che
fa salire all’istante la fonte d’aria dal filtro inferiore
(secondario) all’interno delle valvole d’aspirazione,
bilanciando la pressione dell’aria presso le valvole e le
vaschette, bloccando quindi l’ingresso del carburante nella
camera di combustione. Semplice ma efficiente: è così
possibile utilizzare senza problemi un catalizzatore ossidante
in una moto a carburatori, evitando il rischio che il
catalizzatore si danneggi per via della combustione o della
reazione chimica che possono originarsi una volta a contatto
con il carburante incombusto.
Nuovo Sistema Integrato di Immissione
dell’Aria Il motore della nuova Hornet dispone
inoltre di una nuova configurazione del sistema d’Immissione
d’Aria (AIS), direttamente dal filtro alle valvole di scarico.
Si prolunga così la combustione delle residue particelle di
gas all’interno della valvola, contribuendo a ridurre
significativamente le emissioni. Il moderno design vede la
presenza di condotti dell’aria che attraversano la testata,
come avviene in tutti i più recenti propulsori Honda,
eliminando la necessità dell’assemblaggio del filtro
secondario e del relativo hardware: si ricava più spazio sopra
il motore, e ciò regala un appeal più aggressivo al
propulsore. |
Nuovo Scarico a Basse Emissioni
Le grandi prestazioni erogate
dalla nuova Hornet sono evidenziate anche dal nuovo scarico in
acciaio inossidabile 4-in-2-in-1 e dal silenziatore, più alto
e che accompagna il look slanciato del mezzo alla destra della
sella. Questo nuovo, voluminoso terminale, il cui foro di
uscita sbuca deciso, per un look quanto mai aggressivo, è
tagliato di netto all’estremità. Lo splendido rivestimento
lucido in acciaio inossidabile ricopre l’intero silenziatore,
sottolineando… brillantemente la sportività del taglio di
coda. Internamente, vi sono due tubi termici collocati
dietro le giunture dei quattro collettori. Dopo l’inedita
operazione di immissione dell’aria (AI), i tubi si occupano
della “seconda fase” di riduzione delle emissioni, elevando
rapidamente la temperatura all’interno del condotto in modo
che l’elemento catalizzante a 300 celle (inserito nella parte
finale del tubo che giunge fino al silenziatore) mantenga
sempre la temperatura operativa ottimale. Questo elemento
catalizzante svolge quindi il lavorìo finale di pulizia dei
gas residui, riducendo le emissioni di monossido di carbonio
ed idrocarburi incombusti ben al di sotto dei livelli indicati
dalla normativa EURO-2, senza intaccare minimamente le
prestazioni della moto. L’affascinante terminale della
Hornet presenta inoltre una configurazione a 3 canali che
riduce la pressione interna per ottenere un… rombo distintivo
e coinvolgente – e prestazioni migliori. Effetto acustico
notevole e moto più veloce, quindi ! Un altro importante
fattore nella riduzione delle emissioni è il mantenimento di
una temperatura d’esercizio sempre ottimale. L’efficienza del
sistema di raffreddamento è stata così incrementata allargando
il radiatore da 20 a 380 mm, contribuendo in modo decisivo
alla stabilità delle temperature - e quindi a mantenere basse
le emissioni.
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Gli aspetti fondamentali
della ciclistica della Hornet sono rimasti sostanzialmente
invariati rispetto alla configurazione originale. Tuttavia, un
elevatissimo numero di significative modifiche hanno
migliorato maneggevolezza e controllo della moto. La rigida e
leggera struttura “a spina dorsale” è quindi la stessa
dell’esordio, con un’ampia trave dorsale e le barre della
sella realizzate tradizionalmente, in acciaio a sezione
differenziata, che contribuiscono però in modo decisivo alla
“prontezza operativa”, caratteristica che rende la Hornet
assolutamente unica. Il telaio, inoltre, “incastra” al centro
il motore, che agisce da elemento stressato all’interno di una
configurazione romboidale dal grande effetto estetico -
esaltando la meccanica e lasciando il motore “a vista”. Altre
modifiche, come il riposizionamento del perno del forcellone
(a tutto vantaggio della maneggevolezza complessiva), hanno
contribuito a rinnovare totalmente il telaio, rendendolo
quindi incompatibile con il precedente modello.
Assetto delle
Sospensioni più Rigido
L’intenso lavoro svolto per rendere più reattiva a
precisa la guida della Hornet non poteva tralasciare un
riesame completo delle sospensioni. All’anteriore, l’assetto
della forcella garantisce ora un più dolce e scorrevole
effetto ammortizzante, mentre il maggior precarico della molla
e la revisione dei settaggi interni dell’elemento
ammortizzante hanno reso l’azione più progressiva - a tutto
vantaggio della sicurezza e della stabilità nei repentini
cambiamenti di direzione, sia su strada che in pista. Come sul
modello 2002, il monoammortizzatore è regolabile nel
precarico. Le notevoli prestazioni che la nuova Hornet è in
grado di sviluppare sono sottolineate anche dai nuovi
pneumatici OEM sviluppati da Metzeler e Michelin, che
affiancano le attuali Bridgestone: tanta sicurezza e “grip”
per il miglior feeling, sempre. Un altro punto vincente
della nuova Hornet è il controllo in frenata. Le due compatte
pinze anteriori a due pistoncini stringono i leggeri dischi
flottanti da 296 mm. L’efficace messa a punto del sistema
idraulico garantisce una risposta in frenata sempre ottimale.
Posteriormente, una pinza con singolo pistoncino stringe un
disco da 220 mm per un perfetto bilanciamento della
frenata. |
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Nuova
Strumentazione Elettronica
Il pannello elettronico degli strumenti, totalmente
nuovo, presenta un design moderno e elegante, con una cornice
cromata che si richiama direttamente alla “sorellona” 900. Si
abbina perfettamente al nuovo faro multi-reflector,
caratterizzando il “muso” della Hornet con un look
estremamente deciso. Lo sfondo bianco dei quadranti analogici
assicura un’immediata lettura; integrato nel contagiri anche
l’indicatore della temperatura del liquido refrigerante. Nella
parte bassa del tachimetro si trova invece l’ampio display a
cristalli liquidi (LCD) con contachilometri totale, parziale
(doppio) ed orologio, selezionabili tramite i pulsanti situati
vicino ai LED delle frecce. Le altre spie di segnalazione
sono raggruppate al centro fra i quadranti, e comprendono la
spia della riserva (3,5 litri), e la spia rossa dell’antifurto
H.I.S.S, che funge da deterrente contro eventuali
malintenzionati. Anche la strumentazione della nuova
Hornet, come avviene già su altre moto della Casa, regala al
proprietario una sorta di “cerimonia d’accensione”. L’ago del
tachimetro schizza alla massima velocità per poi ridiscendere,
seguito immediatamente dal “saluto” dall’indicatore del
contagiri e dalle luci di segnalazione.
Antifurto Collegato all’Accensione
(H.I.S.S) Il sistema antifurto H.I.S.S., presente su
tutte le più recenti Honda, equipaggia di serie anche la
Hornet, e si basa sul “blocco” elettronico che impedisce
l’avvio del motore se non con le chiavi originali
(codificate). Il sistema disabilita l’accensione agendo sulla
centralina; pertanto non può essere aggirato “bypassando” il
blocchetto dell’accensione. Ciò rende impossibile il furto con
il ladro in sella alla moto… Il LED rosso di avviso lampeggia
per 3 secondi ad intervalli di 5 secondi per le prime 24 ore,
mettendo sull’avviso eventuali malintenzionati. In seguito
rimane attivo – ma la luce si spegne preservando la
batteria. |
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- Un elegante cupolino aerodinamico
grigio chiaro in policarbonato: di dimensioni contenute,
protegge faro e strumentazione ed aiuta a ridurre le
turbolenze che investono il pilota alle alte velocità.
- Antifurto sensibile al movimento ed
alle vibrazioni, che si abbina efficacemente all’H.I.S.S.
Emette un suono penetrante e continuo una volta rilevati
tentativi di manomissione. Telecomandato a distanza, sfrutta
le predisposizioni ed i cablaggi già presenti sulla nuova
Hornet.
- Un set di manopole riscaldate;
permettono di utilizzare la moto anche in inverno.
- Tappo del radiatore cromato.
- Un adesivo proteggi-serbatoio, che ne
preserva la colorazione da graffi e segni causati da cinte,
cerniere ed altri oggetti metallici.
- Una pratica borsa da serbatoio, che può
ospitare tanti oggetti utili in viaggio.
- Una “ragnatela” con ganci alle
estremità, per fissare oggetti voluminosi sulla porzione di
sella riservata al passeggero.
- Lucchetto ad “U” antiscasso, che si può
comodamente alloggiare nel vano sottosella.
- Cavalletto centrale; consente di
parcheggiare con più tranquillità la moto in caso di
manutenzione, facilitando gli interventi sulla moto.
- Telo protettivo, in grado di resistere
alla pioggia ed alle intemperie.
Vi invitiamo, sempre e comunque, a
verificare con la Honda Italia l’effettiva disponibilità di
questi accessori in ambito
nazionale. |
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(Tipo ED)
| Propulsore |
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Tipo |
4 cilindri
in linea, 4 tempi, 16 valvole, raffreddato a liquido
(DOHC) |
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Cilindrata |
600cm3 |
| Alesaggio
x Corsa |
65 x 45,2
mm |
| Rapporto
di compressione |
12:1 |
| Potenza
massima |
70 kW a
2.000 min-1 (95/1/EC) |
| Coppia
massima |
63 Nm a
9.500 min-1 (95/1/EC) |
| Regime
del minimo |
1.300
min-1 |
| Capacità
totale olio |
4,2
litri |
| Alimentazione |
|
Carburatori |
4 da 34 mm
a valvola piatta (tipo CV) |
| Filtro
aria |
In carta,
secco, del tipo a cartuccia |
| Capacità
serbatoio carburante |
17 litri
(compresi 2,6 litri di riserva) |
| Impianto
elettrico |
|
Accensione |
Digitale
transistorizzata, controllata da computer, con anticipo
elettronico |
| Anticipo
d’accensione |
7° BTDC
(minimo) ~ 45° BTDC (4.500min-1) |
|
Candela |
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Avviamento |
Elettrico |
| Capacità
batteria |
12V/6AH |
| Faro
anteriore |
12V 55W
(anabbagliante) / 55W (abbagliante) |
| Trasmissione |
|
Frizione |
Lubrificata, multidisco con
molle |
|
Funzionamento frizione |
Meccanico,
con attuazione a cavo |
|
Cambio |
A 6
rapporti |
| Riduzione
primaria |
1.864
(82/44) |
| Rapporti
del Cambio |
- 2.929 (41/14)
- 2.063 (33/16)
- 1.647 (28/17)
- 1.368 (26/19)
- 1.200 (24/20)
- 1.087 (25/23)
|
| Riduzione
finale |
2.800
(42/15) |
|
Trasmissione finale |
Catena
sigillata con “O-ring” |
| Telaio |
|
Configurazione |
Monotrave
con tubi in acciaio a sezione differenziata |
| Ciclistica |
|
Dimensioni (LxLxA) |
2.055 x
745 x 1.070 mm |
|
Interasse |
1.420
mm |
|
Inclinazione cannotto di sterzo |
25°
45' |
|
Avancorsa |
98
mm |
| Altezza
della sella |
790
mm |
| Altezza
da terra |
135
mm |
| Peso a
secco |
176
kg |
| Massima
capacità di carico |
188
kg |
| Peso in
ordine di marcia |
|
| Peso
medio |
|
| Sospensioni |
|
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Forcella
telescopica da 41 mm, escursione 120 mm |
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Monoammortizzatore regolabile nel precarico
(7 posizioni), escursione 128 mm |
| Ruote |
|
Tipo |
A sezione
alveolare a tre razze in alluminio
pressofuso |
|
Cerchi |
|
Anteriore |
17M/C x
MT3.50 |
Posteriore |
17M/C x
MT5.50 |
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Pneumatici |
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120/70–ZR17M/C (58W) |
Posteriore |
180/55–ZR17M/C (73W) |
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Pressione |
|
Anteriore |
250kPa |
Posteriore |
290kPa |
| Freni |
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Doppio
disco da 296 x 4,5 mm con pinze a due pistoncini, rotori
flottanti e pastiglie in metallo
sinterizzato |
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Disco da
220 x 5 mm con pinza a singolo pistoncino e pastiglie in
metallo
sinterizzato |
| |
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