Nuova 600 - 2003

 

 

 

 

 

 

Sin dal debutto avvenuto nel 1998, la Honda Hornet (CB600F) ha ottenuto un grandissimo successo, grazie ad un look essenziale e aggressivo, abbinato ad un’impressionante combinazione di potenza e maneggevolezza. Prodotta negli stabilimenti di Atessa (Chieti), la Hornet è diventata dal 2000 la moto più venduta d’Italia, ottenendo lusinghieri riscontri anche nel Regno Unito ed in altre nazioni europee. Fra i proprietari di questa moto è diffusa l’abitudine di conferire un “tocco personale” al proprio mezzo, talvolta arrivando a una personalizzazione estrema, che comprende modifiche tecniche e l’adozione di particolari cromati che lasciano trasparire il carattere indomito di questa splendida naked.
La Hornet ha incrementato sensibilmente le proprie vendite nel tempo, diventando una delle moto più vendute, con oltre 65.000 unità consegnate negli ultimi tre anni in Europa. E del resto è stata l’intera categoria delle “naked 600” a superare ogni aspettativa negli ultimi anni, diventando in Europa il segmento più popolare e di maggior crescita, con vendite maggiori persino a quelle delle Supersport.
La maggior parte dei clienti della Hornet sono giovani provenienti da scooter targati di cilindrata inferiore, attratti dal look slanciato e aggressivo, dalle notevoli prestazioni e dai costi d’esercizio relativamente bassi, mentre i “veterani” delle due ruote sembrano apprezzarne in particolare lo styling essenziale e la maneggevolezza “da riferimento”.
Grazie ad un potente motore 4 cilindri in linea derivato dalla precedente versione della CBR600F ed opportunamente adattato per fornire prestazioni più brillanti ai bassi e medi regimi, la Hornet regala accelerazioni vigorose, che non perdono di incisività man mano che il contagiri sale. Infatti questa moto non solo è divenuta popolare fra i team che partecipano ai campionati minori, ma le è stato dedicato un apposito trofeo (Hornet Cup) in molte nazioni europee – prima fra tutte l’Italia.
Dopo cinque anni, Honda ha quindi avvertito l’esigenza di un restyling che modificasse radicalmente il look della moto: ma anche di una vera e propria “mutazione genetica” del mezzo, che tenesse in debita cura le segnalazioni degli appassionati. Oltretutto, considerato il successo della Hornet 900 spinta dal vigoroso propulsore della FireBlade 99YM, il momento era propizio.
I tecnici hanno quindi ideato la nuova 600 con l’intenzione di mettere a frutto i precedenti successi, e creare così un nuovo modello che rendesse chiaro a tutti, nel look e nella guida, quanto la 600 e la 900cc fossero “cosanguinee”, lasciando tuttavia alla “sorellina” le prerogative di una “media”. Tante modifiche e miglioramenti di tipo “evolutivo” quindi, con una particolare attenzione per tutti quei dettagli che avevano già reso la Hornet vincente !

 
L’eccellente reputazione di cui gode la Hornet si basa sulla sua fantastica maneggevolezza, sulle brillanti prestazioni del motore, sul design compatto e ricercato e, in particolare, su un insieme di qualità e aspetti pratici che spiccano se si considera il prezzo d’acquisto – assolutamente contenuto. Le modifiche apportate al veicolo erano quelle relative alla ruota anteriore da 17" (in sostituzione del cerchio da 16" precedente), più alcuni affinamenti sviluppati in occasione dell’introduzione della versione semicarenata Hornet-S (2000).
Le tante ricerche di mercato effettuate con la clientela avevano dato luogo ad un vero e proprio “Elenco delle caratteristiche più desiderate”, le cui priorità differivano in base ai gusti personali. Gli amanti della guida più sportiva, e soprattutto coloro che utilizzano la Hornet in pista, avevano richiesto un assetto delle sospensioni più rigido per migliorare la frenata e la stabilità in curva. Per gli amanti dei viaggi risultava più importante una maggior autonomia d’esercizio. Invece, la priorità assoluta dei progettisti consisteva nella creazione di un design più affilato ed aggressivo, che trasmettesse l’immagine di una “streetfighter” pronta a… divorare l’asfalto.
Richieste tutte analizzate e confrontate dai tecnici, che le hanno quindi integrate in fase di progettazione - per poi ricercare un equilibrio ideale di forme e funzionalità. Questo intenso lavoro ha reso la nuova Hornet 600 due passi avanti ai tempi, con grandi prestazioni ed una praticità e docilità di funzionamento in grado di conquistare rapidamente nuovi adepti – il tutto… “ecologicamente corretto”.
Le ricerca di un design fortemente innovativo è stata spinta sino alla creazione di caratteristiche uniche, che differenziano realmente la nuova Hornet da ogni altra naked della categoria, a cominciare dalle “linee sexy ed estreme” e dalla maneggevolezza generale - sensibilmente migliorata. E’ stata inoltre posta un’estrema attenzione anche verso quei dettagli considerati comunque fondamentali in fase di revisione, come il design del faro e degli indicatori di direzione, grazie ai quali una moto guadagna quel “quid” che sancisce la differenza fra una “buona” e una “Grande” moto.
 

 

Lo stile dinamico della nuova “media” sopravanza la mera concezione “Naked Turistica ad Alte Prestazioni” originale, grazie ad un look ancor più aggressivo - che molto eredita dalla Hornet 900. Si differenzia nettamente dal modello precedente per il serbatoio più ampio ed “affilato” e per il design del sellone, per il nuovo faro con annessa strumentazione, il nuovo terminale di scarico e le nuove fiancatine laterali, che lasciano intravedere la struttura del telaio. L’effetto complessivo di queste modifiche riconsegna alla Hornet un meritato primato d’appeal fra le naked 600.

Nuovo Serbatoio
Il design più spigoloso ed aggressivo del nuovo serbatoio, che si profila verso il basso, ha permesso di aumentarne di un litro la capacità - elevandola a 17 litri totali. Insieme ad altri miglioramenti apportati, ciò ha incrementato l’autonomia della Hornet di quasi il 10% dopo il “pieno”. Il serbatoio è inoltre equipaggiato con un nuovo tappo a cerniera montato “a filo”, che facilita notevolmente il rifornimento: per la felicità dei clienti, è ovviamente impossibile dimenticarlo al distributore...

Nuova Sellone Biposto, più Confortevole
Anche la struttura della sella presenta un profilo più sinuoso, con una seduta più lunga che fa così posizionare il pilota circa 15mm più avanti rispetto alla versione precedente, consentendo una posizione di guida più libera, eretta e naturale e centralizzando le masse - a tutto vantaggio della facilità di movimento nei repentini cambiamenti di direzione. Anche la porzione di sella dedicata al passeggero è stata ridisegnata, passando dalla pronunciata inclinazione in avanti della “vecchia” Hornet ad una classica posizione “livellata”, che trasmette maggior sicurezza al passeggero e migliora il comfort sulle lunghe distanze. Un lieve rialzo situato al centro impedisce al passeggero di scivolare in avanti in caso di brusche frenate, mentre il maniglione posteriore in alluminio, consente un appiglio sempre facile e sicuro. Nel vano sottosella è stato inoltre ricavato maggior spazio, in cui possono essere ora alloggiati antifurti ad “U” più grandi del solito.

Nuovo Faro con Doppia Lampadina
Un’altra caratteristica di rilievo della nuova Hornet è l’inedito design del gruppo ottico anteriore. Già a prima vista si differenzia totalmente da altri fanali: in questo caso, una lente convessa “a rilievo” lo rende assolutamente originale, ponendo l’accento sul design innovativo. Osservando il faro più da vicino, si nota inoltre la presenza di due lampade inserite nella doppia sezione del riflettore.
Infatti, al posto del precedente gruppo ottico in acciaio con lente in vetro, troviamo ora una leggerissima lente in policarbonato montata su una ampia struttura in alluminio pressofuso – con diametro variabile fra i 169 ed i 180 mm. L’anabbagliante (superiore) da 55W (H11) a singolo filamento, proietta un intenso fascio di luce, illuminando il 70% di area in più rispetto ad un classico faro circolare di eguale potenza. L’abbagliante (inferiore) da 55W (H11) estende a sua volta la superficie di un altro 60% - circa 20 metri in più di illuminazione rispetto ai classici “abbaglianti”, garantendo così la massima tranquillità negli spostamenti notturni.
Fatta eccezione per le estremità delle lampadine, il design del nuovo faro non rende necessari deflettori che “disturbino” l’emissione luminosa per ridurre i riflessi che infastidiscono coloro i quali viaggiano in senso contrario. Così, il nuovo fanale utilizza appieno la forma della superficie interna multi-reflector, per sfruttare interamente il potere luminescente delle lampade.
Le due nuove lampadine H11 a singolo filamento si scaldano inoltre molto meno, estendendo il proprio ciclo vitale sino a 4 volte in più (da 200 ad oltre 800 ore) rispetto alla media delle lampadine convenzionali con doppio filamento. La nuova intelaiatura in alluminio e la lente in policarbonato dissipano inoltre con maggior efficacia il calore interno, consentendo un funzionamento prolungato.
Anche lo splendido rivestimento cromato è stato realizzato per adattarsi alla perfezione alle speciali curve della lente, sottolineandone l’aggressivo look. Umidità ed acqua non hanno il benché minimo accesso all’interno. A sostenere il faro e completarne la bella immagine vi sono staffe in alluminio pressofuso, le stesse della Hornet 900, che posizionano il faro vicino alla strumentazione - per un design più slanciato.

Ripreso direttamente dalla versione 900, il nuovo gruppo ottico posteriore è perfettamente integrato nell’affusolato codone. Un set di sportivissimi indicatori di direzione multi-reflector, efficaci seppur di ridotte dimensioni, completa perfettamente le affascinanti linee della nuova Hornet 600.

Le tante modifiche effettuate non hanno ovviamente interessato solo l’estetica della moto, ma ne hanno elevato sensibilmente la qualità - come si avverte immediatamente non appena si monta in sella. Alcune novità sono invisibili - come i silent-blocks in gomma applicati nella parte bassa del serbatoio e sotto la sella per ridurre rumore e vibrazioni ed i nuovi parastrappi, che minimizzano la diffusione delle vibrazioni verso i passeggeri.
 

La nuova Hornet 2003 arriva nelle concessionarie in quattro colorazioni studiate per esaltarne le grandi prestazioni. La prima è una nuova tonalità più scura del blu profondo che da tempo caratterizza questa moto. Di sicuro richiamo anche la minacciosa versione nera, che sottolinea la propensione della Hornet a… violare le strade cittadine. L’inedito argento metallizzato, per via dell’affascinante (ed elegante al tempo stesso) colore “grezzo”, catalizza l’attenzione sul motore e sulle prestazioni. Invece, la luminosità del nuovissimo bianco perlaceo contrasta vivacemente con lo scuro profondo di motore, sella e dei cerchi.
Nelle due versioni più scure, le nuove e più grandi fiancatine laterali sono rivestite con la stessa finitura grigio metallizzata utilizzata per il motore, sì da ottenere una uniformità che sottolinea l’assoluta qualità del mezzo. Le due versioni più chiare sono invece completate da una… sensuale finitura grigio antracite, che si sposa alla perfezione con la sella e le ruote, contrastando vivacemente i particolari più brillanti.
Gli affascinanti cerchi a tre razze della Hornet sono sempre rivestiti in grigio scuro metallizzato: abbinati agli pneumatici, trasmettono un innato senso della velocità.

Colorazioni
  • Candy Xenon Blue
  • Black
  • Matte Plutonium Silver Metallic
  • Pearl Cool White
     
 
 
Il motore della Hornet è fondamentalmente la stessa unità che equipaggia il modello precedente, una variante del conosciuto propulsore creato per la CBR600F, ma con una serie di modifiche di varia entità che ne hanno migliorato prestazioni e affidabilità, rendendolo nel contempo ecologicamente più sviluppato.
Gran parte del lavoro è stato svolto sul sistema di aspirazione e scarico, per ottenere un miglioramento della combustione (ovvero delle prestazioni) ed una conseguente riduzione delle emissioni. Ad esempio, i condotti d’aspirazione presentano ora una forma più dinamica, che facilita di molto il passaggio diretto dell’aria, rendendo più fluida l’erogazione del motore.
Anche l’accensione digitale computerizzata è stata modificata; ora presenta due mappature separate fra i cilindri esterni (1 e 4) e quelli interni (2 e 3), che meglio si adattano alle differenti fasi d’aspirazione e scarico, per ottenere così prestazioni più potenti e regolari a tutti i regimi. Mentre il diagramma di distribuzione e l’alzata delle valvole sono rimasti invariati, i nuovi profili della camma consentono ora una più efficace attuazione delle valvole agli alti regimi, sì da garantire miglior prontezza in accelerazione.
E’ stato modificato anche il filtro dell’aria; un nuovo elemento filtrante in carta sostituisce quello viscoso montato in precedenza, mentre un condotto più ampio assicura una più stabile ventilazione ai carburatori.
 

 


Innovativo Sistema “Fuel-Cut”
Le modifiche più importanti apportate al propulsore della Hornet riguardano la gestione delle emissioni. Si è così inserito nello scarico un elemento catalizzante metallico a basse emissioni pur conservando i 4 carburatori, senza quindi passare alla più complessa alimentazione ad iniezione. Gli elementi catalizzanti sono naturalmente il miglior metodo per abbattere le emissioni di monossido di carbonio ed idrocarburi incombusti direttamente nello scarico, ma per… scatenare l’ossidazione occorre che il catalizzatore venga prima scaldato a temperature decisamente elevate, superiori ai 300°.
Un altro imperativo in fase di progettazione consisteva nell’evitare assolutamente che il carburante incombusto venisse a contatto con gli elementi sovrariscaldati, perché la reazione che si genera in questi casi corrode e danneggia rapidamente i catalizzatori metallici, riducendo le prestazioni e generando… costi di riparazione ! I carburatori convenzionali permettono il passaggio del carburante attraverso la camera di combustione, senza che questo venga bruciato, se l’accensione si interrompe per un qualsiasi motivo – come può verificarsi quando scatta il “limitatore” o quando si gira su “off” la chiave l’accensione mentre il veicolo é in moto; bellissimo “l’effetto fiamma” ma risultati potenzialmente disastrosi per le proprie tasche...!!
Il nuovo design dei carburatori della Hornet prevede invece una valvola a solenoide che controlla la “batteria” dei quattro carburatori, attivandosi a seconda dello stato dell’accensione. Nel corso del normale funzionamento del motore, l’aria è guidata nelle vaschette da un filtro aria secondario, per mantenere le sacche d’aria interna a pressione ambientale. La minor pressione dell’aria che penetra dall’aspirazione invia il carburante all’interno delle valvole d’aspirazione, alimentando le camere di combustione. Il funzionamento dei carburatori è immutato da generazioni….
Ciò che differenzia il nuovo sistema Honda – in caso di perdita di alimentazione elettrica all’accensione e, per estensione, alle candele – è la valvola solenoide, che fa salire all’istante la fonte d’aria dal filtro inferiore (secondario) all’interno delle valvole d’aspirazione, bilanciando la pressione dell’aria presso le valvole e le vaschette, bloccando quindi l’ingresso del carburante nella camera di combustione.
Semplice ma efficiente: è così possibile utilizzare senza problemi un catalizzatore ossidante in una moto a carburatori, evitando il rischio che il catalizzatore si danneggi per via della combustione o della reazione chimica che possono originarsi una volta a contatto con il carburante incombusto.

Nuovo Sistema Integrato di Immissione dell’Aria
Il motore della nuova Hornet dispone inoltre di una nuova configurazione del sistema d’Immissione d’Aria (AIS), direttamente dal filtro alle valvole di scarico. Si prolunga così la combustione delle residue particelle di gas all’interno della valvola, contribuendo a ridurre significativamente le emissioni. Il moderno design vede la presenza di condotti dell’aria che attraversano la testata, come avviene in tutti i più recenti propulsori Honda, eliminando la necessità dell’assemblaggio del filtro secondario e del relativo hardware: si ricava più spazio sopra il motore, e ciò regala un appeal più aggressivo al propulsore.
 

Nuovo Scarico a Basse Emissioni
Le grandi prestazioni erogate dalla nuova Hornet sono evidenziate anche dal nuovo scarico in acciaio inossidabile 4-in-2-in-1 e dal silenziatore, più alto e che accompagna il look slanciato del mezzo alla destra della sella. Questo nuovo, voluminoso terminale, il cui foro di uscita sbuca deciso, per un look quanto mai aggressivo, è tagliato di netto all’estremità. Lo splendido rivestimento lucido in acciaio inossidabile ricopre l’intero silenziatore, sottolineando… brillantemente la sportività del taglio di coda.
Internamente, vi sono due tubi termici collocati dietro le giunture dei quattro collettori. Dopo l’inedita operazione di immissione dell’aria (AI), i tubi si occupano della “seconda fase” di riduzione delle emissioni, elevando rapidamente la temperatura all’interno del condotto in modo che l’elemento catalizzante a 300 celle (inserito nella parte finale del tubo che giunge fino al silenziatore) mantenga sempre la temperatura operativa ottimale. Questo elemento catalizzante svolge quindi il lavorìo finale di pulizia dei gas residui, riducendo le emissioni di monossido di carbonio ed idrocarburi incombusti ben al di sotto dei livelli indicati dalla normativa EURO-2, senza intaccare minimamente le prestazioni della moto.
L’affascinante terminale della Hornet presenta inoltre una configurazione a 3 canali che riduce la pressione interna per ottenere un… rombo distintivo e coinvolgente – e prestazioni migliori. Effetto acustico notevole e moto più veloce, quindi !
Un altro importante fattore nella riduzione delle emissioni è il mantenimento di una temperatura d’esercizio sempre ottimale. L’efficienza del sistema di raffreddamento è stata così incrementata allargando il radiatore da 20 a 380 mm, contribuendo in modo decisivo alla stabilità delle temperature - e quindi a mantenere basse le emissioni.
 
Gli aspetti fondamentali della ciclistica della Hornet sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto alla configurazione originale. Tuttavia, un elevatissimo numero di significative modifiche hanno migliorato maneggevolezza e controllo della moto. La rigida e leggera struttura “a spina dorsale” è quindi la stessa dell’esordio, con un’ampia trave dorsale e le barre della sella realizzate tradizionalmente, in acciaio a sezione differenziata, che contribuiscono però in modo decisivo alla “prontezza operativa”, caratteristica che rende la Hornet assolutamente unica. Il telaio, inoltre, “incastra” al centro il motore, che agisce da elemento stressato all’interno di una configurazione romboidale dal grande effetto estetico - esaltando la meccanica e lasciando il motore “a vista”. Altre modifiche, come il riposizionamento del perno del forcellone (a tutto vantaggio della maneggevolezza complessiva), hanno contribuito a rinnovare totalmente il telaio, rendendolo quindi incompatibile con il precedente modello.

Assetto delle Sospensioni più Rigido
L’intenso lavoro svolto per rendere più reattiva a precisa la guida della Hornet non poteva tralasciare un riesame completo delle sospensioni. All’anteriore, l’assetto della forcella garantisce ora un più dolce e scorrevole effetto ammortizzante, mentre il maggior precarico della molla e la revisione dei settaggi interni dell’elemento ammortizzante hanno reso l’azione più progressiva - a tutto vantaggio della sicurezza e della stabilità nei repentini cambiamenti di direzione, sia su strada che in pista. Come sul modello 2002, il monoammortizzatore è regolabile nel precarico.
Le notevoli prestazioni che la nuova Hornet è in grado di sviluppare sono sottolineate anche dai nuovi pneumatici OEM sviluppati da Metzeler e Michelin, che affiancano le attuali Bridgestone: tanta sicurezza e “grip” per il miglior feeling, sempre.
Un altro punto vincente della nuova Hornet è il controllo in frenata. Le due compatte pinze anteriori a due pistoncini stringono i leggeri dischi flottanti da 296 mm. L’efficace messa a punto del sistema idraulico garantisce una risposta in frenata sempre ottimale. Posteriormente, una pinza con singolo pistoncino stringe un disco da 220 mm per un perfetto bilanciamento della frenata.
 

Nuova Strumentazione Elettronica
Il pannello elettronico degli strumenti, totalmente nuovo, presenta un design moderno e elegante, con una cornice cromata che si richiama direttamente alla “sorellona” 900. Si abbina perfettamente al nuovo faro multi-reflector, caratterizzando il “muso” della Hornet con un look estremamente deciso. Lo sfondo bianco dei quadranti analogici assicura un’immediata lettura; integrato nel contagiri anche l’indicatore della temperatura del liquido refrigerante. Nella parte bassa del tachimetro si trova invece l’ampio display a cristalli liquidi (LCD) con contachilometri totale, parziale (doppio) ed orologio, selezionabili tramite i pulsanti situati vicino ai LED delle frecce.
Le altre spie di segnalazione sono raggruppate al centro fra i quadranti, e comprendono la spia della riserva (3,5 litri), e la spia rossa dell’antifurto H.I.S.S, che funge da deterrente contro eventuali malintenzionati.
Anche la strumentazione della nuova Hornet, come avviene già su altre moto della Casa, regala al proprietario una sorta di “cerimonia d’accensione”. L’ago del tachimetro schizza alla massima velocità per poi ridiscendere, seguito immediatamente dal “saluto” dall’indicatore del contagiri e dalle luci di segnalazione.

Antifurto Collegato all’Accensione (H.I.S.S)
Il sistema antifurto H.I.S.S., presente su tutte le più recenti Honda, equipaggia di serie anche la Hornet, e si basa sul “blocco” elettronico che impedisce l’avvio del motore se non con le chiavi originali (codificate). Il sistema disabilita l’accensione agendo sulla centralina; pertanto non può essere aggirato “bypassando” il blocchetto dell’accensione. Ciò rende impossibile il furto con il ladro in sella alla moto… Il LED rosso di avviso lampeggia per 3 secondi ad intervalli di 5 secondi per le prime 24 ore, mettendo sull’avviso eventuali malintenzionati. In seguito rimane attivo – ma la luce si spegne preservando la batteria.
 
  • Un elegante cupolino aerodinamico grigio chiaro in policarbonato: di dimensioni contenute, protegge faro e strumentazione ed aiuta a ridurre le turbolenze che investono il pilota alle alte velocità.
  • Antifurto sensibile al movimento ed alle vibrazioni, che si abbina efficacemente all’H.I.S.S. Emette un suono penetrante e continuo una volta rilevati tentativi di manomissione. Telecomandato a distanza, sfrutta le predisposizioni ed i cablaggi già presenti sulla nuova Hornet.
  • Un set di manopole riscaldate; permettono di utilizzare la moto anche in inverno.
  • Tappo del radiatore cromato.
  • Un adesivo proteggi-serbatoio, che ne preserva la colorazione da graffi e segni causati da cinte, cerniere ed altri oggetti metallici.
  • Una pratica borsa da serbatoio, che può ospitare tanti oggetti utili in viaggio.
  • Una “ragnatela” con ganci alle estremità, per fissare oggetti voluminosi sulla porzione di sella riservata al passeggero.
  • Lucchetto ad “U” antiscasso, che si può comodamente alloggiare nel vano sottosella.
  • Cavalletto centrale; consente di parcheggiare con più tranquillità la moto in caso di manutenzione, facilitando gli interventi sulla moto.
  • Telo protettivo, in grado di resistere alla pioggia ed alle intemperie.

Vi invitiamo, sempre e comunque, a verificare con la Honda Italia l’effettiva disponibilità di questi accessori in ambito nazionale.
 


(Tipo ED) 
Propulsore
Tipo 4 cilindri in linea, 4 tempi, 16 valvole, raffreddato a liquido (DOHC)
Cilindrata 600cm3
Alesaggio x Corsa 65 x 45,2 mm
Rapporto di compressione 12:1
Potenza massima 70 kW a 2.000 min-1 (95/1/EC)
Coppia massima 63 Nm a 9.500 min-1 (95/1/EC)
Regime del minimo 1.300 min-1
Capacità totale olio 4,2 litri
Alimentazione
Carburatori 4 da 34 mm a valvola piatta (tipo CV)
Filtro aria In carta, secco, del tipo a cartuccia
Capacità serbatoio carburante 17 litri (compresi 2,6 litri di riserva)
Impianto elettrico
Accensione Digitale transistorizzata, controllata da computer, con anticipo elettronico
Anticipo d’accensione 7° BTDC (minimo) ~ 45° BTDC (4.500min-1)
Candela  
Avviamento Elettrico
Capacità batteria 12V/6AH
Faro anteriore 12V 55W (anabbagliante) / 55W (abbagliante)
Trasmissione
Frizione Lubrificata, multidisco con molle
Funzionamento frizione Meccanico, con attuazione a cavo
Cambio A 6 rapporti
Riduzione primaria 1.864 (82/44)
Rapporti del Cambio
  1. 2.929 (41/14)
  2. 2.063 (33/16)
  3. 1.647 (28/17)
  4. 1.368 (26/19)
  5. 1.200 (24/20)
  6. 1.087 (25/23)
Riduzione finale 2.800 (42/15)
Trasmissione finale Catena sigillata con “O-ring”
Telaio
Configurazione Monotrave con tubi in acciaio a sezione differenziata
Ciclistica
Dimensioni (LxLxA) 2.055 x 745 x 1.070 mm
Interasse 1.420 mm
Inclinazione cannotto di sterzo 25° 45'
Avancorsa 98 mm
Altezza della sella 790 mm
Altezza da terra 135 mm
Peso a secco 176 kg
Massima capacità di carico 188 kg
Peso in ordine di marcia  
Peso medio  
Sospensioni

    Anteriore

Forcella telescopica da 41 mm, escursione 120 mm

    Posteriore

Monoammortizzatore regolabile nel precarico (7 posizioni), escursione 128 mm
Ruote
Tipo A sezione alveolare a tre razze in alluminio pressofuso
Cerchi  

Anteriore

17M/C x MT3.50

Posteriore

17M/C x MT5.50
Pneumatici  

    Anteriore

120/70–ZR17M/C (58W)

Posteriore

180/55–ZR17M/C (73W)
Pressione  

Anteriore

250kPa

Posteriore

290kPa
Freni

    Anteriore

Doppio disco da 296 x 4,5 mm con pinze a due pistoncini, rotori flottanti e pastiglie in metallo sinterizzato

    Posteriore

Disco da 220 x 5 mm con pinza a singolo pistoncino e pastiglie in metallo sinterizzato