Articolo tratto da Motociclismo del 24-04-02

Honda Hornet 900: chi vuol esser lieto sia...
Dopo la 250 (mai importata in Italia) e la 600, best seller delle moto nel 2000 e 2001, è arrivata la "hornettona": 919 cc e 110 CV per una naked "dura e pura".



Ricetta che vince non si cambia. Non è esattamente questo il detto, ma gli uomini marketing della Honda devono aver applicato questo concetto per decidere di dar vita alla Hornet 900. I dati di vendita danno loro ragione, perché la maxi naked di Tokyo, in listino da pochi mesi, è già la più venduta del suo segmento. Merito probabilmente del traino della sorellina di 600 cc, apprezzatissima media tuttofare, in grado di andare a spasso con un filo di gas come di "urlare" sui percorsi più divertenti. Chi voleva una Hornet più potente, più veloce, con più coppia e anche dalla maggiore autonomia, ha trovato la soluzione. Nessuna costosa elaborazione: è "bastato" il motore della Fireblade in configurazione '98 (arricchito dall'iniezione elettronica) ed un irrigidimento del collaudato telaio monotrave in acciaio, per dar vita al clone "anabolizzato" della moto di maggior successo degli ultimi due anni.
Esteticamente è del tutto simile alla versione di 600 cc. Si differenzia per il codone più slanciato, con un gruppo ottico differente e per la presenza di due terminali di scarico, sempre rialzati, al posto di quello singolo sul lato destro.
Il faro anteriore è ora a superfici complesse e con vetro liscio. Perde la cromatura l'esterno della strumentazione mentre la guadagnano i contorni dei due semplici strumenti circolari di tachimetro e contagiri, all'interno dei quali trovano alloggiamento il
contakilometri (digitale) e il termometro del liquido refrigerante.
I comandi al manubrio sono quelli arcinoti di buona parte della produzione Honda.
Per far fronte alle maggiori sollecitazioni del motore, lo spessore dei tubi quadri del telaio passa da 1,6 a 2,3 mm. Un
monoammortizzatore regolabile nel solo precarico molla è ancorato al bel forcellone in alluminio senza elementi progressivi. All'anteriore, gli steli della forcella tradizionale (non regolabile) passano da 41 a 43 mm mentre i dischi, da 296 mm di diametro, hanno ora pinze a 4 pistoncini.
 


9.301 Euro.
Poca spesa, molta resa.
Se si esclude la Suzuki bandit 1200, complessivamente meno dotata, è la maxi naked sportiva più economica